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ovvero
AVVENTURE DI UN TRIESTINO SARDO NEL CAUCASO
(Antefatto: il nostro amico Francesco all'epoca dei fatti narrati lavorava come Border Monitor in Georgia, per l'OSCE. Nel tempo libero andava a caccia di guai. E li trovava)
Già da qualche settimana avevo deciso di accettare la proposta di Jim, un collega border monitor irlandese. Ex sottufficiale delle forze speciali, ora capitano di fanteria 44enne. “Scaliamo il monte Kazbeg!
(5047 metri)”.
Il Kazbeg (che in georgiano si chiama Mqinvartsveri) è il monte a cui, secondo la leggenda, fu incatenato il mitico Prometeo come punizione per aver rivelato agli uomini il mistero del fuoco.
“Solo un border monitor, da quando è iniziata la missione è arrivato in cima, l’istruttore di alpinismo della missione.”
Da subito l’idea di raggiungere, senza precedenti esperienze alpinistiche ma contando solo sulle nostre capacità escursionistiche, la terza cima del Caucaso mi era sembrata abbastanza stupida da essere accolta. In realtà il presupposto è di salire lungo la via più facile. Accompagnati da una guida, l’impresa si prospetta dura, soprattutto per l’altitudine, ma tecnicamente abbordabile.
“Cosa ci serve ?” Dall’attrezzatura di emergenza della base prendiamo a prestito imbragature, ramponi, picozze da ghiaccio e un tiro di corda da 50 metri (“solo per assicurarsi”) e durante il primo week end in rotazione (turno di avvicendamento) a Tbilisi decidiamo di andare.
Martedi arriviamo all’aeroporto di TBS, caldo porco, noi con zainoni da spedizione himalayana attiriamo gli sguardi sbalorditi dei georgiani. Jim telefona alla guida che conosce: prezzo 450 USD a testa. Ci accompagnerebbero con i cavalli fino alla stazione meteorologica (3600 metri), cibo, musica e portatori tutto compreso. Rifiuto decisamente di pagare quella cifra.
Prendo in mano la situazione, telefono a un georgiano truffaldino (che millanta una nonna italiana) conosciuto in luglio con Barbara a Kazbegi (il villaggio più vicino alla nostra meta). Dopo un quarto d’ora a gesti (al telefono) realizziamo che: il tempo non è un granchè e la guida ci costa 200 USD a testa (più a portata del nostro budget).
Dico a Jim: “giovedi andiamo, vediamo di persona com’è il tempo, strapazziamo la guida e poi vediamo.”
Infatti il giovedi mattina, soliti zainoni, picozze, corda etc. Andiamo a prendere alla stazione Didube di Tbilisi la “Marshrutka” per Kazbegi.
La marshrutka NON E’, come potreste pensare, una prostituta post sovietica! E’ il principale mezzo di trasporto della Georgia. Qui nessuno va da nessuna parte senza marshrutka. Praticamente un Ford transit (minibus) scassatissimo in cui entriamo in 16!!!! Dopo quattro ore e mezzo di viaggio (costo 8 lari-4 Euro) arriviamo al villaggio. La strada ve la racconto un’altra volta... ve la lascio immaginare.
A Kazbegi (1850 m.s.l.m.) prendiamo alloggio e subito troviamo una guida, anzi TRE. Concludo per 100 USD a testa. L’idea è di partire l’indomani mattina presto, venerdi.
(Continua)
