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Futura è la famiglia di zaini Deuter dedicata alle escursioni di uno o più giorni, dotata del sistema Aircomfort che la casa tedesca introdusse nel lontano 1985. Il Futura 27 è uno zaino con cerniera lampo a U, ha tre barre di alluminio che distanziano lo schienale e gli danno la curvatura a banana tipica di questi modelli. Un pannello a rete è a contatto con la schiena e lascia passare l'aria.
Pur essendo piccolo, il Futura 27 ha finiture e dotazioni di livello superiore. Si vede dal peso, 1,390 kg, non proprio una piuma in tempi di ultralight. Il tessuto, l'abbondanza di cinghie di compressione (2 per lato, come ci si aspetterebbe minimo da un 40 lt.), la consistenza delle cerniere lampo, tutto dà una bella impressione di solidità. Non è un mattone, ma neanche una nuvola.
Un itinerario di un giorno è il modo migliore per tirare fuori il massimo da questo zaino: lo schienale a rete non è il mio genere, ma la Deuter lo ha inventato e funziona. Il sacco è solidale con il corpo e le barre di alluminio consentono di portare un carico più pesante di quanto abituale con uno zaino di questa capacità. Se non fosse per le limitate dimensioni si ha l'impressione che potrebbe portare in allegria almeno 15 kg, ma 10 kg o poco più sono il massimo che riuscirete a farci stare. A meno che abbiate dei portachiavi tipo mattoni pieni o il vostro cellulare sia del 1995, chiaro.
Bilanciato bene, permette escursioni anche a discreta velocità su terreni accidentati. Il modello 2006 (comprato qualche mese fa in super offerta) è uno zaino che si porta senza accorgersene. Però inserendo il sacco per l'acqua (non fornito) nella apposita tasca si ha l'impressione che la capienza si riduca più del necessario. Meglio sfruttare le numerose cinghie di compressione e appendere all'esterno un modello "stand alone" (es. Camelbak Unbottle o simile), anche per rendere più rapida l'azione di riempimento.
Una caratteristica bizzarra, per un 27 lt, è il doppio fondo, che può contenere un saccoletto estivo o altri equipaggiamenti poco ingombranti. Sarà utile, ma io non lo uso mai e tengo la paratia interna sempre aperta. Su un 55 lt può avere senso, forse anche su un 40 lt, ma questo zaino è troppo piccolo e, al massimo, può essere utile come apertura secondaria, per trovare proprio quello che è andato a finire in fondo. Questione di abitudine.
Completa il tutto un telino impermeabile ripiegato in una tasca sul fondo. Molto comodo ed efficace, come sempre in questi casi non è l'ideale se portate bastoncini e altre cose attaccati alle cinghie esterne, perchè è su misura.
Il restyling 2007, nella foto, ha una capienza di 28 lt. e la lampo per la tasca frontale in una posizione più comoda, ora accessibile anche con le cinghie di compressione chiuse. Non ci sono differenze di rilievo con il vecchio modello.
Costa circa 70 euro, che non è proprio pochino, ma la qualità si paga. Rimane il dubbio di quanto senso possa avere tirare fuori tutti quei soldi per quello che, pur con tutti i pregi e le finiture, resta pur sempre uno zainetto da gita.
Il mod. 2006 invece, che forse si trova ancora in qualche negozio a prezzi scontati, è un vero affare.
Cose belle: qualità top, grande robustezza, aderenza e stabilità. Molto versatile, può portare materiali attaccati alle cinghie esterne.
Però: prezzo elevato per una capienza modesta; peso non indifferente; il camelbak pieno riduce molto la capienza.
Consigliato per: escursioni di un giorno o di 2-3 giorni (con bel tempo) se ci si appoggia a rifugi o B&B. In altre circostanze, solo se minimalisti.
Inutile negarlo: dopo il Kazbek ci siamo presi un po' di riposo. O meglio, abbiamo continuato il progetto visitgeorgia che ora è molto più completo e sta cominciando a girare.
Anzi, presto vedrà la luce un sito gemello, sul quale Francesco sta lavorando.
La parte più interessante è il trekking Shatili-Omalo, una parte del mondo che conosciamo per tanti motivi e che ci piace. Un po' rustica, non troppo estrema ma tosta.
Grazie a Francesco, presto pubblicheremo le info per andare sul Kazbek e, se possibile, evitare di farsi male.